| Urlo silente |
| Scritto da Giancarlo Mezzanato |
| Sabato 15 Novembre 2008 00:00 |
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L'anno che sta per concludersi, quanto meno è stato "variegato". Guerre, ingiustizie lo scenario mondiale pare permeato solo di negatività. I "furbi" trionfano, ostentano una ricchezza che è uno schiaffo nel confronto di persone che ogni giorno faticano per vivere onestamente, un vecchio adagio recita: " chi lavora mangia, chi fa niente mangia e beve". Alla luce di ciò ci sarebbe di che lasciarsi andare in un oblio senza ritorno. Una grande morale invece penso si ricavi dagli eventi degli ultimi tempi. 1. Un mondo con al centro il denaro, crea diseguaglianza con un sempre minor numero di ricchi ( molto più ricchi) e fasce sempre più grandi di poveri (molto più poveri). Il denaro moltiplica se stesso ma non crea benessere, se non quello virtuale fittizio, che illude la gente comune e crea quelle trappole del tipo "bolle creditizie etc...".
2. Chi "produce" seriamente (il prodotto può essere reale es. : una casa, o altrimenti come nel nostro caso il soddisfacimento di una esigenza fisico-spirituale : la salute). Tali "produttori" passano in second'ordine, scendendo nella considerazione generale in modo proporzionale alla distanza dal potere economico ( es. : un costruttore produce una bella casa, la vende, guadagna diventa ricco ergo : conta. Un infermiera dopo aver portato a scuola il figlio, con la preoccupazione del mutuo, rianima una persona o rincuora un anziano o dializza un bimbo, la sua opera "non produce" in termini economici ergo : non conta). Questa equazione a mio avviso quanto meno semplicistica, si realizza nel comportamento nei confronti della nostra categoria da parte dei mass-media, del potere politico emarginandoci in un limbo che pare senza ritorno.
3. Ad ulteriore "buon peso", spesso ci mettiamo del nostro. Noi svolgiamo una professione essenziale, ma per ottenere un trasferimento dobbiamo prostituirci a questo o quel potentello di turno poiché è legato a qualche potere parassita che non si limita a vampirizzarci ma vuole anche il dominio su di noi. Spesso ci dimentichiamo che siamo fra le poche categorie dello stato ad essere assunti per titoli e professionalità e non per raccomandazione, che la nostra opera è difficilmente giudicabile, sia dai superiori che dagli utenti (quante volte siamo antipatici nella mobilizzazione di un anziano, eppure sappiamo la fondamentalità di tale ed altre manovre non gradite. Spesso ci sentiamo soli abbandonati nel "buio solitario"della corsia, a differenza di Troisi guardandoci le spalle vediamo persone più diseredate di noi gli utenti, questo ci da una spinta a proseguire ma può essere causa di un forte svuotamento che può portare al cinismo. La frustrazione è un sintomo come lo sono i crampi durante uno sforzo se non "ascoltiamo" il nostro corpo rischiamo uno strappo.
E' quotidianità l' interesse della nostra società ( o almeno così ci viene spacciato) nei confronti di questa o quella categoria che necessita di sostegno morale e psicologico: incassatori di bustarelle, autisti investitori ubriachi o peggio, assassini, tossico-dipendenti e chi più ne ha più ne metta, allora si scomodano luminari saccenti che a loro volta scomodano il disagio bla bla bla........
Mi vengono in mente i campioni sportivi miliardari che sono finiti in questo o quel vortice "abbandonati a se stessi", al loro "disagio", vengono vissuti come EROI, a tal proposito vorrei citare non un filosofo ma tale Pasquale Bruno detto O' ANIMALE, sanguigno ed onesto picchiatore d'area di Torino e Juventus "l' eroe non sono io che sono pagato per fare una cosa che mi piace, ma eroe è mio fratello che ogni giorno lavora in FIAT per poco più di un milioneal mese (c'erano ancora le lire). Mi trovo d' accordo con chi ha affermato : "povero quel paese che necessita di eroi".
Per "curarci" dal disagio nulla di meglio che assegnarci un personaggio come Brunetta Che con la delicatezza di uno scannatore sta facendo microchirurgia con ascia e spadone a due mani.
I confederali si sono divisi e viaggiano in ordine sparso per motivazioni diverse. L' altra parte dell' universo infermieristico che ha rifiutato il cammino comune e ci definisce : un sindacatino, si è spezzato ed una parte consistente (almeno qui in Piemonte), ha fatto una scelta partitica dandosi un colore specifico, scelta legittima ma che ripota nell'anonimato la questione infermieristica che in questo modo mendica ciò che gli spetta per diritto (vedi dieci punti).
Mantenere l'autonomia non sposare la partitica ci permette di dialogare e parlare con tutti (quindi fare politica) perchè non dobbiamo rendere conto a nessuno del nostro operato se non agli infermieri ed alla nostra coscienza.
Il nostro gabbiano vola in un universo multicolore, libero da servitù, porta un messaggio di libertà e di rispetto, con le sue ali vuole abbracciare tutti I colleghi e portare loro un messaggio di speranza, non abbiamo nulla da perdere se non le nostre catene, ma per spezzarle necessitiamo di una grande forza che possiamo trovare dentro di noi. Soli siamo fragili vulnerabil, uniti possiamo essere una forza dirompente incontenibile che può dare la dignità dovuta alla nostra professione e nel contempo fornire una sanità ad altissima qualità, rendendo veramente degna la nostra nazione di definirsi civile, poichè la civiltà si misura in servizi e dignità e non sul consumo pro-capite di prodotti di questo o quello stilista.
E doveroso un pensiero agli USA nel 1967 M.L. King diceva " I have a dream " e veniva ucciso, a 41 anni di distanza il sogno pare realizarsi attraverso una politica di dialogo e solidarietà.
Se Obama c' è riuscito perchè gli infermieri dovrebbero fallire????????
L' impegno che profondiamo nelle corsie è ammirevole, ma se vogliamo veramente essere utili a noi ed agli altri è fondamentale riappropriarci della nostra dignità che darà l'autorità di cui necessita la nostra professione ci darà l'orgoglio di appartenenza che ci permetterà di indignarci di fronte a quello che ogni giorno ognuno di noi deve subire (colleghi in malattia con una ora d'aria come i criminali, colleghi bloccati a letto da ernie del disco (che dovrebbe essere malattia professionale) che ricevono 2/3 visite fiscali a settimana (ciò non è spreco di risorse), come vengono pagati i medici fiscali???
I risparmi sulla pelle di cittadini ed infermieri come li definisce Brunetta ??? Magari li definisce ottimizzazione, ma ottimizzazione di che?????
Sono contento di aver partecipato alla manifestazione di Montecitorio, ho letto critiche di carenza di presenze, voglio ribadire una cosa noi : pochi, brutti, sporchi e cattivi, eravamo li in modo democratico a manifestare il nostro dissenso per migliorare le condizioni esistenziali di tutti,come avevamo manifestato alla stessa maniera un anno e mezzo fa con il governo di un altro colore. Non abbiamo manifestato pro o contro ma per; non ci siamo rivolti a questo o a quello ma a tutti i parlamentari poichè si assumano le responsabilità del ruolo come noi le assumiamo ogni giorno, salvo poi essere chiamati fanulloni (noi).
Pensi ogni infermiera/e a queste cose, sappia discernere le scelte che farà, io rispetto ogni scelta democratica e libera, ma ho scelto IL SINDACATO DI CATEGORIA, perchè penso sia giusto che I mie problemi li affronti un infermiera/e poichè il suo disagio è il mio. Invito tutti i colleghi/e ad abbandonare le cucinette e gli spoliatoi come luogo di sfogo e protesta e confluire in un sindacato che senza strepiti ma con consapevoleza sa manifestare il disagio comune.
Certo farà più scalpore se questo o quel calciatore va a cena con questa o quella, se poi vestono una camicia di ........ , faranno un'edizione straordinaria (di ciò non son certo), ma son certo che se avranno un incidente (che lungi da me augurare), e verranno soccorsi dal 118 finiranno in uno dei nostri pronto soccorsi (salvo poi trasferirsi in tale o tal' altra clinica), ma nessuno parlerà dell' importanza de lavoro svolto da : Francesco, Lina, Giorgio ect..., sono solo infermieri.
Giancarlo |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Dicembre 2008 20:38 |
